lunedì 25 luglio 2016

Il circolo della verità di David Means


Se i libri non cambiano la vita a volte aiutano a capirla meglio.
Non capita spesso, ma quando succede è una specie di rivelazione, e a uno scrittore come David Means la verità, quella che assume le tonalità più cupe, meno rassicuranti, interessa non come materia narrativa ma come punto d'arrivo dell'esperienza umana. Quella delle storie contenute nel Pesce rosso segreto è un' umanità senza possibilità di riscatto, smarrita nel vasto panorama americano che disperde e fagocita tutto(sicurezze, innocenza e speranze), restituendo solo una gamma di dolori e rimorsi: quelli di un padre che non riesce a proteggere sua figlia, di un uomo che non è in grado di salvare con la forza della passione la donna amata, di tragiche amicizie senza fortuna o di morti sconnesse davanti a paesaggi notturni descritti da parole che assomigliano a lucidi fotogrammi.
In questo buio così umano e così poco consolatorio, la scrittura di Means mette insieme frammenti d'esperienze che affondano nell'assoluto e nell'inevitabile. E' una radiografia dettagliata, chirurgica, che segue lo sgretolarsi dei  rapporti e la fine di ogni illusione romantica. Il collante che tiene insieme le persone non è destinato a durare, lo smarrimento, la scomparsa sono sempre dietro l'angolo, le sabbie mobili della fatalità si schiudono sotto i passi dei protagonisti di questi racconti che sembrano barcollare sul piano inclinato della vita.
Ma l'effetto così unico della scrittura di Means  è quello di scandagliare gli attimi conclusivi dei suoi personaggi, quelli in cui una tossica sente la sua vita spegnersi davanti alla cornice nera e impassibile di un lago tra lenzuola di uno squallido motel, di un ragazzo ferito a morte perché troppo simile al suo aggressore, di un coppia strafatta in corsa su un auto nel buio del Midwest senza intuire che la fine è lì, a un passo. Means intaglia nella pelle dei suoi personaggi, cuce destini segnati da fatalità ed
ebbrezza, tratteggia la sua poetica in poche righe  dove appaiono figure memorabili segnate da dettagli anatomici così reali come lo sono i panorami sconfinati degli Stati Uniti, sfondo contraddittorio e ideale per ritrarre vite al macero e anime senza redenzione.
I segreti e i dolori galleggiano sulla superficie torbida della vita, è inutile fingere che non sia così.
David Means lo sa bene, siamo solo noi a non volerlo vedere.



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