martedì 27 maggio 2014

La giovinezza e la passione





Ho visto questa fotografia come molti (sembra che abbia fatto il giro del mondo), e come molti altri sono rimasto a osservarla affascinato e interdetto, cercando di capire cosa mi ha spinto a tornarci su e, ora, a scriverne. Forse è la forza di quel bacio così sfrontato durante una manifestazione di protesta in qualche paese, o la mano della ragazza che stringe un sasso contro la schiena nuda del suo compagno che sembra riassumere la contraddizione di essere giovani lasciandosi trascinare da quelle passioni giovanili, politiche e sentimentali, che vanno vissute fino in fondo; passioni che possono essere solo estreme, definitive.
Mi sono chiesto se alla fine lei  ha davvero scagliato quel sasso contro qualche simbolo della loro protesta( il vetro di un edificio pubblico, l'auto di un politico, contro un agente di polizia), o se quell'abbraccio l'ha spinta a liberarsene restando l'unica forma di contestazione: quel modo di mostrare di essere giovani, sfrontati, di lasciarsi andare con trasporto, in pubblico. La passione non si accorda con il pudore.
In fondo alla vertigine buia di quel bacio, di quel sasso sorretto tra le unghie rosse ho la sensazione che ci sia tutto, persino una traccia di quello che verrà dopo: la necessità di integrarsi, di vivere in una realtà che non è fatta di estremi, dove le passioni nascono e si consumano lasciando solo qualche ricordo legato a un attimo che fa immaginare di essere capaci di qualunque gesto, prima che la realtà riprenda il sopravvento.
Quello che resta è solo un momento impresso in una foto, un abbraccio per chi lo osserva senza durata, un modo di tenersi nel caos delle cose, di mostrarsi senza nessuna prudenza.
Di consumare la propria giovinezza.