mercoledì 26 giugno 2013

Un giorno di felicità.

Misurare la felicità, anche questo sembra impossibile.
Per quanto si è stati felici? Un giorno, un'ora, un minuto. Accanto a qualcuno o soli, davanti a un paesaggio o ricambiando uno sguardo... Forse addormentandosi insieme a un'altra persona, ascoltandone il respiro. La felicità che raccontano certi libri, certi film sembra sempre troppo distante nella realtà; troppo immediata, paragonabile a un'illusione costruita in modo premeditato, che non ha niente in comune con quella sensazione di fragilità  che si materializza in alcuni momenti, dissolvendosi in fretta. Non ricordo se c'è un romanzo che racconta con questa nostalgia (che trovo necessaria) la felicità, riuscendo a imprigionarla, illusoriamente, nelle parole. Mi vengono in mente delle immagini, una specie di flusso improvviso, che appartengono a un film: Fandango. Forse i momenti di felicità si incontrano più spesso nella giovinezza, quando si è portati a vivere con distrazione e aggressività, senza accettare di farsi sorprendere.  In quell'età ci hanno raggiunto e lasciato con la stessa incolpevole naturalezza.
Chissà se allora siamo stati davvero pronti a riceverli, a cristallizzarli  
Un momento di felicità spesso ci coglie impreparati.

lunedì 3 giugno 2013

Destino

Destino: non un sentimento ma qualcosa di paragonabile a un'emozione sottotraccia, a una vibrazione che corrisponde al significato di questa parola; una parola viva come gli l'interrogativi che solleva. Sinonimi di destino sono: caso, fato, sorte. Tutti termini che sembrano rimandare a momenti, incontri, sguardi, promesse. All'essenza che si nasconde dietro ogni vita, considerata nei suoi risvolti più profondi. In quei luoghi che sono un crocevia, animati da un andirivieni, come le stazioni, le fermate delle metropolitana, le piazze o i caffè affollati si finisce con l'inseguire, anche inconsapevolmente, il proprio destino, In questi moderni crocevia in un certo senso si è obbligati a fare i conti con ciò che si è diventati.Quando vedo qualcuno che rincorre con affanno un treno, o una coppia che si sussurra delle parole nell'ombra o una donna sola con i capelli bagnati di pioggia  in cerca di qualcosa, di qualcuno con uno sguardo inquieto, allora penso al destino e alle direzioni che la vita può prendere. Alla facilità con la quale le persone dimenticano chi sono o chi avrebbero voluto essere. A quanto sia in apparenza più facile vivere senza avere dubbi, e a quanto sia più difficile scegliere di osservare in silenzio, registrando gesti, espressioni che passano inosservati, provando a ricordare l'eco vivo, disperato delle persone e le cose che ci passano davanti. La loro vibrazione. Il loro destino.